6 febbraio 2013 Valerio

Il Pianoforte: Collocazione, Umidità, Cura e Manutenzione

Il Pianoforte: Collocazione, Umidità, Cura e Manutenzione

L’acquisto di un pianoforte è un evento memorabile. Non si compra tutti i giorni un pianoforte e, se vogliamo che il nostro strumento duri nel tempo e rimanga un bel pianoforte dobbiamo prestare alcuni accorgimenti.

Ho pensato di scrivere questo articolo che potrà essere d’aiuto a chi si sta accingendo all’acquisto del suo primo pianoforte.

La collocazione del pianoforte?

Dove lo mettiamo? Ci resta uno spazio proprio là, potremmo metterlo qua, oppure vicino a quel balcone. Non sempre si riflette sul luogo migliore per il nostro pianoforte, e invece questo è il primo passo importante (dopo l’acquisto) per garantire efficienza al nostro strumento e salvaguardarlo da “malanni”. Alcune domande che ci si deve fare sono:

  1. Il luogo dove lo stiamo per mettere è per noi comodo?
  2. Il pianoforte è pesante, ed è sconsigliato spostarlo di frequente, meglio trovare la sua posizione “definitiva” sin da subito!

Se il pavimento su cui poggiamo il pianoforte non è ben livellato potrebbero esserci, in fase di studio o esecuzione, delle vibrazioni che si ripercuotono anche sui componenti interni del pianoforte (alcuni dei quali sono molto delicati) compromettendo la stabilità dell’accordatura e le prestazioni. Meglio assicurarsi dunque che il pavimento sia ben livellato!

La luce del sole fa bene al pianoforte?

Il mobile del pianoforte è realizzato in legno. Il legno, come tutti noi sappiamo, è un materiale eccezionale, ma ha anche alcune peculiarità: è sensibile alla luce diretta del sole ed ai repentini mutamenti climatici (e sopratutto all’umidità…).

Non è consigliato dunque collocare il pianoforte davanti ad una finestra: potrebbe infatti risentirne, essendo sottoposto alla luce diretta del sole, al vengo, alla pioggia ed alla polvere. Se proprio non abbiamo alternative è meglio utilizzare delle coperte (ne esistono specifiche per i pianoforti di tutte le dimensioni e misure) per evitare che filtrino i raggi del sole.

L’acustica.

Il suono del tuo pianoforte è bellissimo, non è vero? Il suono è originato dalla vibrazione della tavola armonica. Il procedimento, in breve, è il seguente: i martelli battono sule corde e la vibrazione delle corde risuona nella tavola armonica che a sua volta vibra. Oltre al suono che noi percepiamo, parte del suono rimbalza sul pavimento, sui soffitti e sulle pareti (o degli altri oggetti presenti nella stanza). Il luogo ideale dove riporre il nostro pianoforte dovrebbe essere un ambiente con un lieve riverbero che non produce eco.

Il suono non deve rimanere a lungo o rimbalzare ripetutamente sulle pareti, nè tantomeno essere concentrato in un solo punto. La stanza dovrebbe contenere superfici irregolari e materiali fono assorbenti, questo chiaramente per ottenere le prestazioni migliori dal nostro strumento.

L’umidità.

I materiali con cui viene realizzato un pianoforte, si potrebbe dire che “respirano”: il legno, il feltro di lana e la vera pelle utilizzata nelle componenti del pianoforte infatti assorbe l’aria e l’umidità circostante, l’esposizione del pianoforte in ambienti con alta o bassa umidità può provocare diversi inconvenienti:

  • L’umidità elevata può causare:
    • Un suono attutito o “ovattato”;
    • Una risposta della meccanica al tocco rallentata;
    • Dei toni bassi e irregolari;
    • Una deformazione della tavola armonica;
    • Ruggine sulle corde;
  • L’umidità bassa invece può causare:
    • Timbrica debole, sottile e metallica;
    • Meccanica rumorosa;
    • Intonazione squillante ed irregolare;
    • Una possibile rottura della tavola armonica.

Come evitare i problemi dell’umidità?

Basta prestare attenzione e cura al luogo in cui riponiamo il pianoforte, e misurare di tanto in tanto il tasso di umidità dove si trova lo strumento. Il tasso ideale di umidità (RH) è di circa il 45% con livelli fra il 35% ed il 70% (così dicono i tecnici). Tassi di umidità al di sotto del 25% o al di sopra dell’80% possono essere particolarmente dannosi per tutte le parti in legno utilizzate in fase di costruzione del pianoforte.

Anche le frequenti variazioni di temperatura ed umidità o l’uso discontinuo di apparecchi di riscaldamento o condizionamento può danneggiare il pianoforte, in quanto potrebbe crearsi condensa con gocce d’acqua che si accumulano sulle corde e su altri componenti soggetti aruggine.

Il vapore inoltre può impregnare i feltri che gonfiandosi potrebbero interferire con la meccanica. Infine, frequenti variazioni nei tassi di umidità possono causare instabilità nell’accordatura e danni permanenti allo strumenti. Gli ambienti più “pericolosi” sono i climi più freddi e gli ambienti con calcestruzzo.

Come proteggere il pianoforte dall’umidità?

Durante le giornate piovose e ventose è meglio tenere porte e finestre chiuse, chiudere sempre i coperchi del pianoforte per maggior protezione e magari utilizzare dei deumidificatori.

Cura e manutenzione?

Ci sono altri accorgimenti da mettere in pratica se si vuole il massimo dal pianoforte:

  • Evitiamo sorgenti dirette di calore vicine al pianoforte (potrebbero causare secchezza ai feltri, alla tavola armonica ed alle parti in pelle della meccanica);
  • Eliminiamo la polvere dalle parti esterne con un piumino o un panno morbito senza strofinare con eccessiva forza (si potrebbe rovinare la vernice del pianoforte). Per la polvere che si accumula all’interno basta rivolgersi al tecnico accordatore;
  • Laviamo le mani prima di suonare e manteniamo le unghie regolate. Dopo aver terminato di suonare puliamo la tastiera con un panno, senza utilizzare solventi o alcool;
  • Non appoggiamo sul coperchio del pianoforte ogetti e soprammobili (esclusi spartiti musicali chiaramente! :));
  • Suoniamo regolarmente il pianoforte, altrimenti il tono ne risente. Intervenire su un pianoforte suonato regolarmente è relativamente semplice, sistemare i tasti bloccati di uno strumento lasciato inutilizzato troppo a lungo è molto più problematico. La meccanica trae beneficio da un uso regolare dello strumento;
  • Tieni il tuo strumento accordato e regolato per mantenere inalterato il tono, la risposta al toccco e l’intonazione.

Quantificare il numero di interventi necessari dipende chiaramente dall’uso, dall’ambiente e dal posizionamento del pianoforte.

Spero che quest’articolo ti sia stato utile, buon divertimento con il tuo pianoforte,

Valerio

Per informazioni sulle lezioni di pianoforte visita la pagina “Lezioni di Pianoforte Valerio Novelli“.

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